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Convegno “salvaguardia anfibi” seconda giornata

La mattina è dedicata al volontariato e alla conservazione
Molti interventi sulle differenti esperienze di volontariato con enfasi sull'utilità dei volontari per il monitoraggio e la raccolta dei dati scientifici. Per quanto riguarda l'opera di spostamento degli animali sulle strade si sottolinea l'importanza della raccolta contestuale dei dati di presenza e l'apposizione di barriere che convoglino gli animali ai sottopassi. Per poter poi paragonare i dati a fini statistici è importante segnare sia le informazioni riguardanti la presenza di animali (specie, sesso, individui morti) che quelli riguardanti l'entità dello sforzo di campionamento (metri di barriere fisse o mobili, numero di volontari e ore di presenza).
Dove possibile è positivo coinvolgere le scuole locali nel trasporto degli anfibi in modo da svolgere anche un momento di educazione ambientale.
Nelle Marche ci si è mossi anche coinvolgendo le varie ass. ambientaliste e gli studenti universitari.
Il contributo della nostra associazione viene ascoltato con interesse e sopratutto le difficoltà che riscontriamo nella gestione della lemna vengono commentate in quanto non rappresenta un problema sentito in altre località.
Per quello che riguarda l'apposizione di Tunnel per rospi si sottolinea l'importanza di garantire all'interno del tunnel umidità costante, sopratutto per permettere ai neomentamorfosati e alle specie acquicole di attraversarlo senza disagi eccessivi. È presente anche la ditta ACO con i prodotti da loro commercializzati a questo scopo. Si tratta sia di tunnel in calcestruzzo polimerico che di barriere guida mobili.

Nel pomeriggio, maggiormente dedicato alla ricerca e alla conservazione, si alternano studi di vario livello ed entità.
Vengono presentati i risultati dei primi 15 anni di conservazione anfibia in Slovenia, apprezzabili anche sul loro sito web
Viene descritto l'operato del progetto RiVIVRÒ della provincia di Ravenna, che abbina il ripristino di ambienti umidi naturali compromessi dalla presenza di Procambarus clarkii e Trachemis sp. alla riproduzione in laboratorio delle specie anfibie autoctone da reintrodurre successivamente.
L'oasi, detta grotta delle salamandre, consta di 12 ambienti idonei alla riproduzione realizzati con basso dispendio energetico in quanto sfrutta tecnologie moderne per la cattura della luce. Si tratta di 700mq di ambiente interno protetto.



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